17 dicembre 2010

Le multe nei cantieri, chi le da?

Pensavo di aver fatto l’ultimo post dell’anno… invece no… questa è troppo potente e importante – pubblico subito una mail arrivata da un CSE che non conosco personalmente, ma che da la temperatura di certi cantieri in Italia… Gli auguri dell’ultimo post non vanno in questo caso alla ditta appaltatrice, ma al balcanico e al CSE protagonisti di questa storia vera.

Ciao Ugo.

Sono un architetto e progetto edilizia pubblica e privata. Faccio anche il CSE, lo faccio per i miei lavori, non mi vado a imbarcare a farlo di professione.
Non è il top del mio lavoro, ma tocca farlo.
Capita di tutto, ma questa è davvero POTENTE! Ora ti racconto.
Mi reco in cantiere  dove lavora una regolare Ditta  “Balcanica” in subappalto.
Evidenzio con il titolare che era presente in cantiere alcune inadempienze abbastanza rilevanti per una Impresa che dovrebbe possedere requisiti di idoneità tecnico professionale (nulla di nuovo comunque rispetto tanti casi analoghi).
Redigo da bravo CSE un verbale con osservazioni che faccio firmare al titolare della ditta, dopo aver ben spiegato cosa non va e come si deve rimediare. Il titolare non vuol firmare… poi lo tranquillizzo e lui firma con mano tremante. Poi inizia a disperarsi e mi chiede pietà… si mette in ginocchio! Lacrime agli occhi (vere!).
Io sono imbarazzato e non capisco: con il suo italiano accentato con il suo nobile idioma “balcanico” mi sta dicendo “Noo, no, un’altra multa! Devo pagare un’altra multa da 300 euro! Ma perché? Se devo “ancora pagare” qualcosa per la sicurezza, poi, non mi resta più niente”… mi chiede pietà e di lasciarlo stare.
Io prima faccio finta di niente, poi lo ascolto (si è sempre con le orecchie chiuse in questi momenti, la pietà non vale di fronte alla responsabilità penale di CSE)… Gli dico che lui non ha capito o che non capisco io… io sono il coordinatore… lavoriamo per la sicurezza in modo costruttivo, ed anzi, se faccio queste osservazioni è per evitargli gli incidenti e anche le multe: “è per il bene mio e tuo” (mi sembra di esser un profeta a dir queste parole buoniste).
“Ma noooo” risponde lui piagnucolando, “pur l’altra volta ho dovuto pagare all’impresa appaltatrice (per cui lui lavora) la multa di 300 euro a causa del verbale che io ho dato” – infatti ho redatto qualche tempo fa un verbale perché usava impropriamente una scala ed erano senza caschetto (ma va?) richiamandoli all’ordine!
Cavolo… Ho capito! La ditta sua committente (l’appaltatrice assegnataria del lavoro) ogni volta che vede un mio verbale glielo fa pagare come se fosse una multa! E i soldi se li prende lei!
BARCOLLO! Sono sconvolto! Cavolo! Non ci avevo mai pensato! Se non fosse tragica la cosa, sarebbe da mettersi a sorridere.
Continuando poi a parlare con questo artigiano mi accorgo che sa ben poco dei sui diritti/doveri ad es. ad avere degli oneri non soggetti al ribasso per garantire la sicurezza del suo lavoro.
INCREDIBILE! Mi rendo conto di esser un ingenuo!

Ora mi chiedo: che formazione ha avuto questo semplice lavoratore, che comunque esibisce anche un attestato di RSPP, primo soccorso, antincendio, ecc.? Questi corsi sono sostanza o carta?
Che efficacia hanno gli enti di tutela, se ci sono, di questi lavoratori stranieri?
Che dignità hanno le Imprese datrici di lavoro?
Questo è il mitico, etico e creativo nordest.
Questo è un altro segno preoccupante di una crisi che ci sta logorando su tutti i fronti.

Ugo, mi piacerebbe che si aprisse un’area web con segnalazioni anonime di lavoro irregolare o sfruttamento, dove metter fatti irregolari che è difficile denunciare ma è importante che emergano per una visione reale della condizione del lavoro oggi (nel 2011 ormai) nei cantieri!

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14 Commenti a “Le multe nei cantieri, chi le da?”

  1. Andrea Asnaghi scrive:

    Sottoscrivo in pieno, caro Ugo.
    E per quanto a riflessioni su dignità, serietà, efficacia, sostanza … mi posso permettere un collegamento ideale con il mio ultimo post ? http://andreaasnaghi.postilla.it/2010/12/01/lallegra-svendita-della-sicurezza/
    ciao !

  2. Ivan scrive:

    Sono stato per molti anni ispettore tecnico nei cantieri del mitico nordest e non mi meraviglio che accadano cose simili e anche peggiori.
    All’amico CSE mi sento di consigliare per il futuro di verbalizzare ogni irregolarità della/e ditta/e in subappalto alla presenza della ditta committente o del suo capocantiere, anche in considerazione delle responsabilità della ditta committente, al termine delle verifiche effettuate in modo da rendere chiara a tutti la situazione in divenire del cantiere e le rispettive responsabilità. Può sembrare una perdita di tempo ma consente invece di evitare ogni equivoco futuro e quindi le inutili perdite di tempo.
    Saluti e buon lavoro

  3. Emilio Nobile scrive:

    Per una situazione per qualche verso simile ho avuto una crisi di coscienza.
    Una ditta subappaltarice, con un titolare albanese, non forniva nessun DPI ai suoi lavoratori, anch’essi albanesi e, per la verità, gran bravi lavoratori.
    Che fare? Denuciarlo? Però i dipendenti dicevano che li avrebbe licenziati e lo poteva sicuramente fare poiché la ditta aveva meno di 15 dipendenti.
    Alla fine ho deciso di soprassedere e forse sono stato un po’ vigliacco perchè sapevo che i DPI.
    Che amarezza! Però se i controlli non fossero così sporadici….
    Ciao
    Emilio

  4. Emilio Nobile scrive:

    Sorry, è saltato un pezzo di frase e non si capisce molto della parte finale.

    Per una situazione per qualche verso simile ho avuto una crisi di coscienza.
    Una ditta subappaltarice, con un titolare albanese, non forniva nessun DPI ai suoi lavoratori, anch’essi albanesi e, per la verità, gran bravi lavoratori.
    Che fare? Denuciarlo? Però i dipendenti dicevano che li avrebbe licenziati e lo poteva sicuramente fare poiché la ditta aveva meno di 15 dipendenti.
    Alla fine ho deciso di soprassedere e forse sono stato un po’ vigliacco perchè sapevo che i DPI glieli forniva la ditta affidataria.
    Che amarezza! Però se i controlli non fossero così sporadici….
    Ciao
    Emilio

  5. ugo fonzar scrive:

    A fronte di un licenziamento senza giusta causa penso sia sempre possibile far una causa di lavoro… quindi un datore di lavoro ci pensa sempre due volte

    Capisco Emilio il tuo scoramento, ma mi pare di capire che almeno i dpi ce li avevano… ancorché forniti da altri

    io l’ho sempre pagata cara quando ho fatto il tollerante, e, anche se so che gli errori sono sempre in agguato in questo mestiere, cerco di esser ligio al dovere (anche se spesso ti senti un marziano)

    un abbraccio

  6. fwspeek scrive:

    Appunti:
    visto contratto di subappalto? prevede penali in caso di non conformità, attenzione perchè il buonismo(e ne parla uno buono!) è pericoloso.
    Certe ditte fanno finta di non sapere niente, ecc. ma i corsi sono stati fatti (verificare!), le condizioni sono pericolose? allora eliminarle!
    Meglio una critica che porti una crescita che la paura di far prendere una multa

    A tutti tanti auguri,abbiamo preso una strada dura, in salita che porta a valori nobili, basta credirci

  7. ISPETTORE DEL LAVORO scrive:

    intervengo poco anche se leggo spesso.
    La verità è che come dicono TUTTI c’è poco lavoro.
    Ogni impresa edile che prende un lavoro in appalto deve ringraziare il cielo di averlo avuto.
    Quindi lo da in subappalto (perche?)
    Il subappaltatore è felice perchè c’è poco lavoro ed è così felice di averlo reperito che lo da in subappalto in tutto o in parte.
    La verità è che c’è poco lavoro.
    Così anni fa c’erano cantieri con venti lavoratori ed una impresa
    ed oggi lo stesso cantiere vede presenti
    20 lavoratori
    22 imprese
    22 consulenti del lavoro
    22 medici competenti
    22 rls
    22 rspp
    22 POS
    22 verifiche dell’idoneità tecnico professionale (sic!)
    22 contratti si appalto e/o subappalto
    22 preposti
    povero CSE……………………… vittima di questa economia “avanzata”..

    etc. etc.

  8. ugo fonzar scrive:

    @ fwspeek – buona considerazione!

    @ ispettore dle lavoro – aggiungerei 2 della usl e 2 dell’ispettorato del lavoro – 3 dell’OdV – 3 dirigenti – …

    ma sono le leggi che son fatte così,
    e forse chi le scrive queste leggi dovrebbe prendere in considerazione costi-benefici

    o no?

    salutoni e grazie

  9. giulietto scrive:

    Forse chi scrive le norme dovrebbe provare a leggere quello che ha scritto dopo aver studiato tutta la normativa che regola la materia e dovrebbe provare a lavorare rispettando tutte le prescrizioni che la legislazione vigente impone.
    La tentazione di fare della polemica è troppo forte quindi mi limiterò a raccontare un aneddoto che mi è occorso anni orsono. Premesso che per professione non mi occupo di prevenzione degli infortuni, un giorno di qualche tempo fa mi sono trovato a parlare con un ispettore nei pressi di un cantiere edile nel quale era installata una gru a poca distanza dalla strada. L’ispettore mi ha detto che il braccio della gru avrebbe dovuto essere munito di blocchi meccanici che impedissero al braccio della gru di girare tanto da sovrastare la strada pubblica, per altro, la norma vietava di limitare la libera rotazione del braccio onde evitare che lo stesso facesse da “vela” cagionando il ribaltamento della gru…
    Chi in Italia afferma che “ci sarebbe bisogno di una legge” dell’Italia non ha capito niente…
    Auguri di buone feste
    giulietto

  10. fwspeek scrive:

    Un tuo apprezzamento sotto natale sempre ben accettato!
    Un impegno per 2011: non fermarsi ed approfondire!

  11. ISPETTORE DEL LAVORO scrive:

    Anni or sono, come oggi, ispettori competenti e non fronteggiano i soggetti competenti alla sicurezza.
    Ma non è una battaglia a chi ne sa di piu (le gru interferenti tra loro e con l’ambiente esterno sono un aspetto della sicurezza che va affrontato con una valutazione scientifica e corretta dei rischi).
    Con le dovute motivazion tecnico-schientifiche il professionista preparato affronta lo studio del pericolo ed i connessi rischi per i lavoratori e per l’ambiente viciniore adottando le misure che, sotto la sua responsabilità professionale, decide come necessarie.
    Non mi scandalizzerei di una soluzione che lasci le gru intereferenti sempre e completamente libere, come non mi scandalizzerei di procedure per i manovratori tali da impedire collisioni o incidenti, e non mi scandalizzerei neanche di dispositivi di limitazione di corsa o di raggio di azione, se limitati alle fasi di uso lasciando poi libere le rotazioni nelle fasi di stallo.
    Certo queste, se proposte da un Ispettore del lavoro sono solo espressioni valide sul piano del dialogo, mentre il Professionista, di contro, decide sulle soluzioni, le sottoscrive e se ne assume la responsabilità.
    So che la contrapposizione dialettica non era diretta a me che in ogni caso ho posto solo il problema della “fliliera degli appalti” e della parcellizzazione del lavoro, ma un sano spirito di appartenenza mi spinge – con toni un po campanilistici/corporativi, ma garbati – a difesa della categoria.
    Se fosse utile sarei anche disponibile al confronto sul piano tecnico-scientifico nel quale – confesso – dai professionisti preparati ho sempre da imparare.
    Cordialità e BUON NATALE

  12. ugo fonzar scrive:

    Grazie dei commenti prima di tutto

    @ISPETTORE DEL LAVORO
    - credo che effettivamente il confronto e i ruoli siano importanti
    - credo che chiunque abbia da imparare dall’altro
    - credo che la filiera dietro il muratore che sta smaltando è molto lunga, penso dura da sostenere (aumenta infatti il costo al mq di tale attività di smaltatura) e mi sento spesso un parassita (far una vdr di una piccola pasticceria ad es,) o talvolta mi sento di aver una grossa responsabilità a far bene il lavoro e a romper le scatole ai responsabili (indicare le migliorie da predisporre in modo urgente in quanto un lavoratore si trova a smontare un passo d’uomo senza saper se dall’altra parte c’è pressione o meno ad es.) – se nel primo caso stiamo facendo aumentare il costo della cioccolata in modo inutile, nell’altro caso salviamo una vita con costi piccolissimi

    Insomma grazie e Buon Natale anche da parte mia e con tutto il cuore! :)

  13. ugo fonzar scrive:

    Mi è arrivata poi un’altra mail che copio e incollo qui sotto

    —-

    Ma vi sembra che sia tutto semplice e lineare
    nella catena dei subappalti? Non è così.

    1 Gli appalti spesso si vincono solo con notevoli ribassi, per la gioia
    dei RUP (guarda come siamo bravi!).

    2 L’impresa poi ragiona su come recuperare il ribasso esagerato. Come?
    Sfruttando “gli anelli” della catena con due possibilità:

    a) Avanzando riserve,per difetti nella progettazione, se ci sono.
    b) Sfruttando i subappaltatori.

    b) alcuni contratti di subappalto sono solo di facciata. In realtà i contratti veri sono altri,
    quelli sottobanco. Spesso si tratta di subappalti… di sola manodopera!
    Tanti RUP ignorano che non può essere subappaltata la sola manodopera e cosi
    si va avanti ….
    Come fa un D.L. o un CSE a verificare la congruità dei costi della sicurezza
    se l’oggetto del subappalto è solo manodopera?
    Come si fa a sapere quanto tempo un’impresa può stare in cantiere?
    Se si scorpora la manodopera può essere che l’impresa subappaltatrice
    realizzi anche tutto il grezzo dell’edificio!
    Alla fine:
    l’Impresa appaltatrice ha così recuperato il ribasso;
    Il Rup è contento perchè si è risparmiato grazie a una burocrazia intelligente.
    L’Impresa sfruttata non potra mai mandare “a quel paese” nessuno perchè ha troppo bisogno
    di lavorare… come del resto anche noi DL e CSE stimati dagli uffici soprattutto perchè non solleviamo grane.

    Ho tanta voglia di andare a lavorare in un paese più intelligente.

  14. Mauro Chillè scrive:

    Credo che, alla fin fine, la soluzione migliore sia che il Cse faccia ciò che deve fare e per quanto difficile, non facendosi impietosire per almeno 2 motivi:
    1) il tizio ha firmato un contratto, può non conoscere la materia del lavoro (chiede ad un consulente, esistono anche per quello), può non conoscere la materia della sicurezza (molto grave, se ai corsi obbligatori rideva e fumava fuori dalla sala… adesso cosa pretende? ma mi chiedo, non conosce neanche il contratto che a suo tempo ha firmato? be..cambi mestiere, anzichè prendere i lavori, faccia il muratore dipendente, non ha responsabilità e non deve preoccuparsi degli oneri “accessori” del gestire una impresa. A noi tutti deve interessare che l’operaio salga da qualche parte senza casco e si ammazzi, lasciando a casa magari moglie e figli che mai lo conosceranno. Scusa ma f….lo l’impresario e la sua costruzione….
    2) alla fine, lui molla e la nuova ditta che subentra, se anche questa non viene dai “balcani” forse chiederà perchè la precedente ha mollato l’appalto e forse avrà più cura nello scegliere i lavori e i relativi adempimenti. A forza di non esserci aziende che per i costi della sicurezza (ed altro) non prenderanno lavori al ribasso, forse capiranno che non si può costruire una bifamiliare con 85.000,00 euro tutto compreso e rivenderla a 250.000,00 in zona lacustre di dubbia solidità strutturale.

    Scrivo nel blog di Andrea Asnaghi e spesso abbiamo discusso queste cose. La mia epseienza personale è: investi in qualità sempre e comunque, alla fine ripaga, soffri all’inizio perchè quando hai uno studio con 10 dipendenti fissi, hai momenti bui, a a forza di non prendere “clienti al ribasso”, tranquillo che guadagni di più e lavori anche meno.
    Tra i tanti clienti che lo studio ha sai chi sono i più incasinati? quelli che prendono lavori al ribasso senza calcoli e senza criterio. Sai i clienti migliori che ho? quelli che prima di prendere lavoro passano da me a controllare bilancino di verifica e dicono: dottore! ma questo cavolo di lavoro…quanto MI COSTEREBBE? e non alla fine molti lavori NON LI FANNO. (per poi prenderseli a prezzi pieni quando le altre ditte hanno mollato per disperazione).
    Questa è l’unica soluzione in momenti di vacche magre. Imparare a spendere meglio, soldi e tempo.
    Saluto

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