14 Luglio 2009
Da un recente convegno Ispesl: una macchina non conforme
Bon, basta parlar di stress che ne so poco, faccio la figura del lamentone e poi creo zizzania per nulla (o per cose serie di cui non son sufficientemente competente… e va a finire che parlo come in bar…).
Invece voglio parlare di prodotti non conformi e gli aspetti tecnici che li concernono.
Da un recente congresso ISPESL ho scaricato giù le slides (mooolto interessanti): consiglio ai cultori della materia di far parimenti.
Links:
http://www.ispesl.it/sitoDts/convegnobologna.asp
http://www.ispesl.it/sitoDts/documenti/Atti%20Convegno%20Bologna/Di%20Donato.pdf
In particolare mi è saltata agli occhi la seguente slide.

Non ho partecipato al convegno, ma deduco che il trapano in questione ha un sistema di comando non conforme e quindi, a spese del fabbricante o dell’importatore, ci deve esser stato (o è stato intimata) una azione di recall del prodotto (spero vivamente – poi ve lo spiego).
La cosa è di interesse generale in quanto il comando in oggetto (che raccoglie arresto/avvio/arresto di emergenza) è utilizzato sulla gran parte di macchine utensili a basso costo e che arrivano molto spesso da paesi non europei (non cito il paese altrimenti creo un incidente diplomatico! :)).
Il comando non è conforme in quanto viola (questo lo aggiungo io per chiarezza in quanto non l’ho trovato nella documentazione) almeno il Requisito Essenziale di Sicurezza – RES dell’Allegato I del DPR 459/96 (recepimento italiano della direttiva Macchine 98/37/CE)
1.2.2. Dispositivi di comando
I dispositivi di comando devono essere:
…
- progettati o protetti in modo che l’azione comandata, se comporta un rischio, non possa aver luogo senza una manovra intenzionale,
- fabbricati in modo da resistere agli sforzi prevedibili; particolare attenzione sarà data ai dispositivi di arresto di emergenza che possono essere soggetti a grossi sforzi.
e soprattutto
1.2.7. Avaria del circuito di comando
Un’anomalia della logica del circuito di comando, un’avaria o un deterioramento del circuito di comando non devono creare situazioni pericolose.
In particolare occorre evitare:
- l’avviamento intempestivo,
…
La slide non rende giustizia all’oggetto che (per me) è adatto a comandare al massimo il campanello della signora Maria e non dar un avviamento di un macchinario… ecco una mia foto di qualche tempo fa sull’oggetto in questione.

Dei miei clienti mi guardavano stupefatti e mi dicevano: ma se li immettono sul mercato vuol dire che sono conformi! Cosa vai a rompere le scatole?
E io: eh, no! Il D.Lgs. 626/94 art. 36 co. 1 (oggi art. 70 co. 1 del D.Lgs. 81/08) richiede che tu, datore di lavoro, acquisti non solo macchine marcate CE, ma conformi alle direttive di prodotto… una bella differenza tra le carte e l’oggetto, giusto?
Detto questo, ovvero la premessa legislativa (d’obbligo al fabbricante / commerciante / importatore) e quella da direttiva sociale (d’obbligo al datore di lavoro) vengo a tradurre ai non specialisti le osservazioni che leggo sulla slide sopra esposta.
EN 12717
14.1.2 a) Ogni macchina deve essere dotata di uno o più dispositivi di comando d’arresto d’emergenza in conformità a quanto indicato nel punto 10.7.4 della EN 60204-1:1997.
EN 60204-1:97
10.7.4 Attuatori
Gli attuatori dei dispositivi di arresto di emergenza devono essere colorati di ROSSO. Se esiste uno sfondo immediatamente dietro l’attuatore del dispositivo, esso deve essere colorato di GIALLO.
L’attuatore di un dispositivo di arresto di emergenza con interruttore a pulsante deve essere del tipo a palmo o a testa di fungo.
Il punto 14.1.1 g) della EN 12717 citato richiede la categoria 1 secondo la EN 954-1.
Ora vorrei rincarare la dose in quanto mi pare che la slide sia un po’ da puntellare con altri disposti normativi e tecnici violati dal fabbricante/importatore del macchinario (almeno ci provo):
EN 12717
10 Avviamento inatteso, oltre corsa o velocità eccessiva inattesa
10.1 Guasto/malfunzionamento del sistema di comando
I sistemi di comando devono essere progettati in conformità alle EN 60204-1, EN 982 ed EN 983.
I movimenti inattesi della macchina (per esempio rotazione del mandrino, movimento assiale, rilascio dell’attrezzo dal mandrino) devono essere impediti (vedere EN 1037).
10.2 Ripristino dell’erogazione di energia dopo un’interruzione
La progettazione del sistema di comando deve garantire che il riavvio automatico sia impedito e che l’azionamento ripetuto del comando di avviamento sia sempre richiesto per iniziare un movimento seguente, per esempio, un cambio di modalità, la selezione di una funzione opzionale, il riarmo del sistema, l’interruzione dell’interblocco del riparo, il ripristino della pressione o della tensione adeguate oppure la correzione di un’anomalia del sistema (vedere EN 1037).
Di cosa si è preoccupati?
Guardate la seconda foto: vedete a destra le delle molle che tengono il piattello su un fulcro centrale? Vedete che con il pulsante verde si schiaccia il piattello verso una elettro-calamita? Questa calamita attrae il piattello e poi lo trattiene attratto, permettendo il passaggio di corrente tra un polo centrale installato nella calamita stessa (e quindi mantiene acceso il mandrino del trapano). Il pulsante rosso (arresto o arresto di emergenza quando il “fungo” è nella sua posizione… se ci sta) fa da arresto.
La macchina è collegata con una presa a spina (tipicamente anche shucho in quanto di basso assorbimento) e quindi significa che alla elettro-calamita e al suo polo centrale arriva sempre tensione e basta che il piattello tocchi il contatto centrale presso l’elettro-calamita e la macchina parte… come? Ad es. basta che le molle (basta una?) si rompano e l’avviamento intempestivo (vedi sopra quali RES ha violato) è GARANTITO… ovvero la categoria di sicurezza non è ottemperata (al massimo l’inserimento circuitale arriva a definire una categoria B secondo la EN 954-1).
Sul trapano in oggetto e mostrato in figura dall’Ispesl (senza altri esami ad hoc) si può dire che IL SUO SISTEMA DI COMANDO NON E’ CONFORME!
Aggiungo per estensione e a uso dei fabbricanti: se una affidabilità minima in categoria 1 secondo la EN 954-1 si dovrà avere nei circuiti di comando che fungono da avviamento delle macchine, il sistema di comando visto NON potrà esser utilizzato…
Compito per casa per i datori di lavoro e gli RSPP: (tenuto conto di quanto detto per i fabbricanti) andare in officina e contare quante delle macchine (anche nuove) acquistate hanno tale dispositivo di avvio/arresto/arresto di emergenza.


Scritto il 15-7-2009 alle ore 09:31
Complimenti Ugo, post davvero illuminante e chiaro come la luce del sole!
Scritto il 15-7-2009 alle ore 11:03
grazie!
Scritto il 16-7-2009 alle ore 13:01
Grazie Ugo. Si vede che tu, oltre a passare parecchie ore sui libri, ne hai passate altrettante in cantiere…
Scritto il 16-7-2009 alle ore 18:44
grazie del complimento!
Scritto il 20-7-2009 alle ore 09:19
[...] http://ugofonzar.postilla.it/2009/07/14/convegno-ispesl-macchina-non-conforme/ [...]
Scritto il 23-7-2009 alle ore 17:25
complimenti per il commento.
Scritto il 23-7-2009 alle ore 23:01
grazie Lucio!
Scritto il 26-8-2009 alle ore 14:40
Grazie per l’informazione di questa e delle altre ne farò tesoro
Scritto il 1-3-2010 alle ore 16:26
Buon giorno a tutti,…stò seguendo con molto interesse questa discussione, ma non mi è ancora chiaro, sentendomi parte integrante di quella nicchia di lavoratori/posatori, se il “tasto” di RIARMO deve obbligatoriamente esistere sui QE di macchine automatiche nonostante il fatto che queste siano, molte volte, già ecquipaggiate di sistemi eletronici alternativi ad evitare la ripartenza accidentale del ciclo automatico. Aspetto vostre. Grazie
Scritto il 1-3-2010 alle ore 21:49
per dar una risposta precisa a una domanda generica si può rispondere solo nel modo che segue (se ho capito bene la domanda)
le obbligazioni di legge si trovano sui RES 1.2.2 e 1.2.3 della direttiva macchine (vecchia e nuova)
che sono generali per tutte le macchine
saluti cordiali